L’amore torna (?)

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Dichiara Marina Abramović: “I’m not a female artist. I’m an artist” è sicuramente il filo conduttore di uno spettacolo che può sembrare lo stereotipo della vita di donna, madre e moglie con panni da stirare, vestiti da cambiare e unghie da dipingere … ci si accorge pian piano che è molto più di tutto questo, proprio come noi donne, persone che si dividono nei ruoli che la vita ci cuce addosso ma che racchiudono una propria individualità intoccabile e per lo più fragile.

La fragilità entra in punta di piedi quando l’atmosfera è ormai calda, quando un divano rosso riempie la scena e un tavolo viene apparecchiato per una cena romantica che non avverrà mai, sì perché è proprio di questo che si parla: della mancanza, delle aspettative deluse, del rapporto con gli altri e di ciò che proviamo che non è mai ciò che mostriamo, come dei bellissimi abiti appoggiati con delle mollette su di noi per apparir più belle o per far piacere a un qualcuno di cui, in fondo, ignoriamo l’esistenza.

-Le donne si innamorano di ciò che ascoltano e gli uomini di ciò che vedono. E’ per quello che gli uomini mentono e le donne si truccano-

E’ difficile non immedesimarsi in almeno una delle situazioni che abbiamo di fronte, l’ansia dell’appuntamento, il profumo rimasto sulla sua giacca e le amiche che sanno solo consigliarti male, il tutto condito da un forte sarcasmo che delinea alcune delle scene più paradossali. Il fattore ironico è reso magnificamente, perché la vita è così: ci mostra la lezione il più delle volte prendendoci in giro, facendoci capire che tutto è un gioco e che con la leggerezza, spesso, possiamo esser d’aiuto ad un’amica schiava dell’alcool, ad un qualcuno che vuole migliorarsi o persino a noi stesse. Tormento e disperazione si affacciano sulla stessa finestra del menefreghismo e dell’egoismo, il tutto sembra assurdo eppure non lo è, ci si rende conto di quanto il reale sia portato sulla scena e forse proprio ora le nostre domande trovano la risposta che cercavano.

Il trio si rincorre continuamente in un vortice di sensazioni, azioni comuni, come atomi impazziti, spalleggiandosi e respingendosi in una vita che passa davanti ai loro occhi coperti da una cascata di piume. C’è della poesia in ognuna di loro, celata dietro a gesti, parole e sorrisi incontrollati. Non sapremo mai chi avrà la meglio, probabilmente dalla platea tifiamo per una in particolare, quella che più ci assomiglia e speriamo possa trasformarsi in farfalla, in quella farfalla bianca che irrompe sul finale circondata da dei bellissimi uomini, sogno irraggiungibile per chi invece osserva la vita da dietro un divano rosso.

“L’amore torna” sembra più una frase di buon auspicio, quasi una speranza che aleggia su tutto il pezzo senza mai abbandonarlo, il più delle volte ci si chiede il motivo di questa continua ricerca, probabilmente il solo pensare che le cose torneranno al loro posto è il primo passo per far sì che ciò accada.. e allora è giusto aspettare che quel qualcuno o qualcosa torni, a costo di stare tutta la vita dentro a un abito rosso circondata da piume.

Mi sento di affermare con una certa sicurezza che.. “This is not a female performance, is a performance”

Silvia Donati

L’AMORE TORNA (LOVE RETURNS)

03/03/2013 Teatro studio La Mole (AN)

coreografie SIMONA FICOSECCO

regia CRISTIANO MARCELLI

con SIMONA FICOSECCO, DANIELA MANETTA, DÉSIRÉE STORANI, CRISTIANA TADDEI e la partecipazione di MANUEL DI GIOIA, GIOVANNI GALEAZZI, ALESSIO KGI GIACCAGLIA, NICOLA SABBATINI

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